Lebia nigricollis Gené, 1839, valida e interessante specie endemica di Sardegna, e note sull’affine Lebia (s. str.) cruxminor (Linné, 1758) e suoi sinonimi
{"title":"Lebia nigricollis Gené, 1839, valida e interessante specie endemica di Sardegna, e note sull’affine Lebia (s. str.) cruxminor (Linné, 1758) e suoi sinonimi","authors":"A. Casale, G. Allegro, P. Magrini","doi":"10.4081/bollettinosei.2023.21","DOIUrl":null,"url":null,"abstract":"Il presente studio è basato sull’esame dell’olotipo femmina e di un esemplare maschio di Lebia (s. str.) nigricollis Gené, 1839, entrambi provenienti dalla località tipica della specie. Gli Autori dimostrano la validità specifica di questo taxon, correntemente citato in diversi cataloghi e checklist di Carabidi come sinonimo (“varietà” o “aberrazione”) di L. cruxminor Linné, 1758. Questa specie, endemica del massiccio del Gennargentu nella Sardegna centro-orientale, si conferma come molto affine a L. cruxminor, ampiamente diffusa nella Regione Paleartica, ma è marcatamente distinta da quest’ultima per diversi caratteri esterni, per il diverso colore e per la differente struttura dell’edeago. Le sinonimie di L. nigripes Dejean, 1825 e di L. caucasica Motschulsky, 1844 con L. cruxminor sono confermate. Rimane enigmatico finora lo status tassonomico di L. cruxminor subsp. pilosula Antoine, 1963, descritta dell’Alto Atlante centrale in Marocco, che per diversi caratteri morfologici potrebbe rivelarsi come specie distinta. In conclusione, Lebia (s. str.) nigricollis Gené, 1839, conosciuta finora su due soli esemplari e mai più ritrovata, si aggiunge come un’ulteriore, interessantissima specie alla già molto ricca fauna italiana, in un’area della Sardegna dove è localizzata la maggior parte dei taxa di Carabidae endemici di quest’isola.","PeriodicalId":33588,"journal":{"name":"Bollettino della Societa Geografica Italiana","volume":"77 1","pages":""},"PeriodicalIF":0.0000,"publicationDate":"2023-05-02","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":"0","resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":null,"PeriodicalName":"Bollettino della Societa Geografica Italiana","FirstCategoryId":"1085","ListUrlMain":"https://doi.org/10.4081/bollettinosei.2023.21","RegionNum":0,"RegionCategory":null,"ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":null,"EPubDate":"","PubModel":"","JCR":"","JCRName":"","Score":null,"Total":0}
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Abstract
Il presente studio è basato sull’esame dell’olotipo femmina e di un esemplare maschio di Lebia (s. str.) nigricollis Gené, 1839, entrambi provenienti dalla località tipica della specie. Gli Autori dimostrano la validità specifica di questo taxon, correntemente citato in diversi cataloghi e checklist di Carabidi come sinonimo (“varietà” o “aberrazione”) di L. cruxminor Linné, 1758. Questa specie, endemica del massiccio del Gennargentu nella Sardegna centro-orientale, si conferma come molto affine a L. cruxminor, ampiamente diffusa nella Regione Paleartica, ma è marcatamente distinta da quest’ultima per diversi caratteri esterni, per il diverso colore e per la differente struttura dell’edeago. Le sinonimie di L. nigripes Dejean, 1825 e di L. caucasica Motschulsky, 1844 con L. cruxminor sono confermate. Rimane enigmatico finora lo status tassonomico di L. cruxminor subsp. pilosula Antoine, 1963, descritta dell’Alto Atlante centrale in Marocco, che per diversi caratteri morfologici potrebbe rivelarsi come specie distinta. In conclusione, Lebia (s. str.) nigricollis Gené, 1839, conosciuta finora su due soli esemplari e mai più ritrovata, si aggiunge come un’ulteriore, interessantissima specie alla già molto ricca fauna italiana, in un’area della Sardegna dove è localizzata la maggior parte dei taxa di Carabidae endemici di quest’isola.