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Questo è il caso di Livigno, Bormio, Cortina, Predazzo e Tesero scelte per essere località ospitanti per le Olimpiadi invernali del 2026 e mete turistiche affermate a livello nazionale e internazionale per il turismo stagionale. La presente analisi, dedicata al cluster di Cortina, si muove all’interno di una consolidata cornice teorica che include la fragilità della montagna ordinaria (Ferrario, Marzo 2021; Varotto 2020; CIPRA 2020; Società dei Territorialisti/e 2019; Dematteis 2018, 2006; Meini 2018) e l’impatto dei mega eventi olimpici tra conflitto e trasformazioni territoriali (Dansero et al., 2015; Bolocan Goldstein, Dansero, Loda 2014; Dansero, Puttilli 2010; Bondonio et al. 2007; Dansero et al., 2006; Dansero, Segre 2002a). I dati raccolti attraverso ricerca sul campo, osservazione partecipata, interviste semistrutturate con attori chiave e un questionario somministrato ai membri della comunità locale – a partire dalle linee guida e narrazioni che accompagnano il Dossier di Candidatura dei cluster del teatro olimpico Milano-Cortina 2026 – completano la mappatura delle azioni avviate e previste, il loro impatto sul territorio, la legacy e le richieste dei territori attraverso forme di protesta.","PeriodicalId":33588,"journal":{"name":"Bollettino della Societa Geografica Italiana","volume":"1 1","pages":""},"PeriodicalIF":0.0000,"publicationDate":"2023-04-14","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":"0","resultStr":"{\"title\":\"La montagna come “territorio fragile”: quale sostenibilità per i territori interessati dalle Olimpiadi Milano-Cortina 2026? Il caso di studio di Cortina d’Ampezzo\",\"authors\":\"M. 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La montagna come “territorio fragile”: quale sostenibilità per i territori interessati dalle Olimpiadi Milano-Cortina 2026? Il caso di studio di Cortina d’Ampezzo
Lo studio presenta i risultati preliminari di un lavoro di ricerca più ampio sulla montagna iperturistificata come territorio fragile per riflettere criticamente sulle proposte di sostenibilità in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Tra le politiche di sviluppo e rilancio delle destinazioni turistiche rientrano i mega eventi olimpici che producono territorio attraverso processi di ri-territorializzazione e de-territorializzazione (Dansero, Mela 2007), reificando le aree già sottoposte a pressione ambientale, sociale ed economica. Lo spazio olimpico si sovrappone al territorio della città ospitante e condivide luoghi, strutture e funzioni mentre ridefinisce la sua posizione e il suo significato nelle strategie locali (Dansero 2002). Questo è il caso di Livigno, Bormio, Cortina, Predazzo e Tesero scelte per essere località ospitanti per le Olimpiadi invernali del 2026 e mete turistiche affermate a livello nazionale e internazionale per il turismo stagionale. La presente analisi, dedicata al cluster di Cortina, si muove all’interno di una consolidata cornice teorica che include la fragilità della montagna ordinaria (Ferrario, Marzo 2021; Varotto 2020; CIPRA 2020; Società dei Territorialisti/e 2019; Dematteis 2018, 2006; Meini 2018) e l’impatto dei mega eventi olimpici tra conflitto e trasformazioni territoriali (Dansero et al., 2015; Bolocan Goldstein, Dansero, Loda 2014; Dansero, Puttilli 2010; Bondonio et al. 2007; Dansero et al., 2006; Dansero, Segre 2002a). I dati raccolti attraverso ricerca sul campo, osservazione partecipata, interviste semistrutturate con attori chiave e un questionario somministrato ai membri della comunità locale – a partire dalle linee guida e narrazioni che accompagnano il Dossier di Candidatura dei cluster del teatro olimpico Milano-Cortina 2026 – completano la mappatura delle azioni avviate e previste, il loro impatto sul territorio, la legacy e le richieste dei territori attraverso forme di protesta.