Pub Date : 2018-09-01DOI: 10.1016/S1292-3036(18)91396-9
N. Fakhry (Professeur des universités, praticien hospitalier)
Le buccofaringectomie sono spesso realizzate nel quadro della gestione dei tumori orofaringei e della cerniera orofaringea. Si tratta di interventi ben codificati i cui principali progressi recenti riguardano le vie d⬢accesso e le modalità di ricostruzione. L⬢uso di lembi di ricostruzione più sottili e più malleabili e la comparsa di nuove tecniche di emostasi hanno, in effetti, consentito lo sviluppo di vie d⬢accesso meno iatrogene, come la via combinata transorale e cervicale senza mandibulotomia, consentendo exeresi orofaringee ampie e riducendo, al tempo stesso, la iatrogenia della procedura chirurgica. Per alcuni tumori, anche la chirurgia transorale assistita da robot apre nuove prospettive. Questi interventi devono inserirsi coerentemente nel regolare svolgimento del piano di trattamento: o in trattamento iniziale o in trattamento di salvataggio dopo insuccesso di una radio(chemio)terapia. La padronanza delle indicazioni terapeutiche deve tendere verso un duplice obiettivo: controllo del tumore e qualità di vita dei pazienti.
{"title":"Buccofaringectomie e vie cervico-trans-mandibolari nei cancri orofaringei","authors":"N. Fakhry (Professeur des universités, praticien hospitalier)","doi":"10.1016/S1292-3036(18)91396-9","DOIUrl":"10.1016/S1292-3036(18)91396-9","url":null,"abstract":"<div><p>Le buccofaringectomie sono spesso realizzate nel quadro della gestione dei tumori orofaringei e della cerniera orofaringea. Si tratta di interventi ben codificati i cui principali progressi recenti riguardano le vie d⬢accesso e le modalità di ricostruzione. L⬢uso di lembi di ricostruzione più sottili e più malleabili e la comparsa di nuove tecniche di emostasi hanno, in effetti, consentito lo sviluppo di vie d⬢accesso meno iatrogene, come la via combinata transorale e cervicale senza mandibulotomia, consentendo exeresi orofaringee ampie e riducendo, al tempo stesso, la iatrogenia della procedura chirurgica. Per alcuni tumori, anche la chirurgia transorale assistita da robot apre nuove prospettive. Questi interventi devono inserirsi coerentemente nel regolare svolgimento del piano di trattamento: o in trattamento iniziale o in trattamento di salvataggio dopo insuccesso di una radio(chemio)terapia. La padronanza delle indicazioni terapeutiche deve tendere verso un duplice obiettivo: controllo del tumore e qualità di vita dei pazienti.</p></div>","PeriodicalId":100453,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia ORL e Cervico-Facciale","volume":"22 1","pages":"Pages 1-12"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-09-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://sci-hub-pdf.com/10.1016/S1292-3036(18)91396-9","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"79320995","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2018-09-01DOI: 10.1016/S1292-3036(18)91392-1
G. Michel (Chef de clinique-assistant), P. Bordure (Professeur des universités, chef de service)
La via translabirintica è una via d⬢accesso utilizzata routinariamente per l⬢exeresi degli schwannomi vestibolari, ma indicata per qualsiasi lesione della rocca e dell⬢angolo pontocerebellare associata a una cofosi. Per i tumori più piccoli, si pone la questione di vie d⬢accesso più conservative o di radiochirurgia. L⬢estensione di questo accesso può essere modulata secondo l⬢indicazione operatoria e consente di ottenere un⬢exeresi il più delle volte completa, con bassi tassi di recidiva. La dimensione del tumore non è un fattore limitante in questa tecnica. Tuttavia, essa è responsabile di una perdita totale dell⬢udito e richiede un prelievo di grasso addominale per la chiusura. La tecnica chirurgica, inizialmente descritta da House, è ben codificata e le fasi devono essere eseguite rigorosamente fino a consentire un⬢esposizione soddisfacente e un accesso neurochirurgico ottimale. Sono descritti anche gli incidenti intra- e postoperatori, nonché la loro gestione consensuale.
{"title":"Vie translabirintiche","authors":"G. Michel (Chef de clinique-assistant), P. Bordure (Professeur des universités, chef de service)","doi":"10.1016/S1292-3036(18)91392-1","DOIUrl":"10.1016/S1292-3036(18)91392-1","url":null,"abstract":"<div><p>La via translabirintica è una via d⬢accesso utilizzata routinariamente per l⬢exeresi degli schwannomi vestibolari, ma indicata per qualsiasi lesione della rocca e dell⬢angolo pontocerebellare associata a una cofosi. Per i tumori più piccoli, si pone la questione di vie d⬢accesso più conservative o di radiochirurgia. L⬢estensione di questo accesso può essere modulata secondo l⬢indicazione operatoria e consente di ottenere un⬢exeresi il più delle volte completa, con bassi tassi di recidiva. La dimensione del tumore non è un fattore limitante in questa tecnica. Tuttavia, essa è responsabile di una perdita totale dell⬢udito e richiede un prelievo di grasso addominale per la chiusura. La tecnica chirurgica, inizialmente descritta da House, è ben codificata e le fasi devono essere eseguite rigorosamente fino a consentire un⬢esposizione soddisfacente e un accesso neurochirurgico ottimale. Sono descritti anche gli incidenti intra- e postoperatori, nonché la loro gestione consensuale.</p></div>","PeriodicalId":100453,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia ORL e Cervico-Facciale","volume":"22 1","pages":"Pages 1-5"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-09-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://sci-hub-pdf.com/10.1016/S1292-3036(18)91392-1","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"90555097","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2017-10-01DOI: 10.1016/S1292-3036(17)85573-5
G. Deffrennes (Ancien assistant-chef de clinique de chirurgie maxillofaciale) , J. Ferri (Professeur des Universités, chef de service de chirurgie maxillofaciale et stomatologie, praticien hospitalier) , E. Garreau (Stomatologiste, spécialiste en ODMF) , D. Deffrennes (Praticien hospitalier, ancien chef de clinique de l’AP–HP)
Le osteotomie maxillomandibolari sono definite come ogni sezione del mascellare o della mandibola, totale o parziale, che miri a spostare la parte sezionata con finalità morfologiche o funzionali. Questa chirurgia richiede la conoscenza sia dell’anatomia e della fisiologia maxillofacciale sia delle anomalie della crescita, tanto sul piano malformativo che su quello deformante. Essa deve essere stabile a lungo termine, il che non è garantito, nonostante lo stato delle nostre attuali conoscenze. La comprensione della crescita cranio-maxillo-facciale e dei suoi adattamenti funzionali è, quindi, parte integrante di questa stabilità. La finalità di queste osteotomie maxillomandibolari è di normalizzare i rapporti maxillofacciali e occlusali. Il più delle volte, esse sono realizzate in caso di dismorfismo odontomascellare, particolarmente nei casi preprotesici. Attualmente, sono, a volte, utilizzate nel trattamento sintomatico delle sindromi delle apnee ostruttive del sonno.
{"title":"Osteotomie maxillomandibolari: basi fondamentali e analitiche cliniche","authors":"G. Deffrennes (Ancien assistant-chef de clinique de chirurgie maxillofaciale) , J. Ferri (Professeur des Universités, chef de service de chirurgie maxillofaciale et stomatologie, praticien hospitalier) , E. Garreau (Stomatologiste, spécialiste en ODMF) , D. Deffrennes (Praticien hospitalier, ancien chef de clinique de l’AP–HP)","doi":"10.1016/S1292-3036(17)85573-5","DOIUrl":"10.1016/S1292-3036(17)85573-5","url":null,"abstract":"<div><p>Le osteotomie maxillomandibolari sono definite come ogni sezione del mascellare o della mandibola, totale o parziale, che miri a spostare la parte sezionata con finalità morfologiche o funzionali. Questa chirurgia richiede la conoscenza sia dell’anatomia e della fisiologia maxillofacciale sia delle anomalie della crescita, tanto sul piano malformativo che su quello deformante. Essa deve essere stabile a lungo termine, il che non è garantito, nonostante lo stato delle nostre attuali conoscenze. La comprensione della crescita cranio-maxillo-facciale e dei suoi adattamenti funzionali è, quindi, parte integrante di questa stabilità. La finalità di queste osteotomie maxillomandibolari è di normalizzare i rapporti maxillofacciali e occlusali. Il più delle volte, esse sono realizzate in caso di dismorfismo odontomascellare, particolarmente nei casi preprotesici. Attualmente, sono, a volte, utilizzate nel trattamento sintomatico delle sindromi delle apnee ostruttive del sonno.</p></div>","PeriodicalId":100453,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia ORL e Cervico-Facciale","volume":"21 1","pages":"Pages 1-12"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2017-10-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://sci-hub-pdf.com/10.1016/S1292-3036(17)85573-5","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"82343119","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2017-10-01DOI: 10.1016/S1292-3036(17)85582-6
S. Vergez (Professeur des Universités, praticien hospitalier) , B. Vairel (Praticien hospitalier) , C. Chossegros (Professeur des Universités, praticien hospitalier) , G. De Bonnecaze (Chef de clinique assistant) , F. Faure (Praticien hospitalier)
Le tecniche di chirurgia endoscopica delle ghiandole sottomandibolari e parotidi hanno significativamente modificato la gestione delle patologie salivari ostruttive e infiammatorie croniche. L’esplorazione endoscopica dei dotti salivari, spesso sotto sedazione o anestesia locale, può consentire una diagnosi di litiasi, di stenosi duttale o altro. In queste situazioni, può essere possibile una gestione chirurgica endoscopica. Nelle sialoendoscopie interventistiche, spesso in anestesia generale, sono attuate la dilatazione delle stenosi e l’asportazione di calcoli, dopo un’eventuale frammentazione. Lo sviluppo delle tecniche chirurgiche endoscopiche salivari limita il ricorso alle parotidectomie e alle submandibulectomie in queste situazioni infiammatorie in cui la morbilità di questi gesti, in particolare nervosa, è aumentata.
{"title":"Chirurgia endoscopica delle ghiandole salivari","authors":"S. Vergez (Professeur des Universités, praticien hospitalier) , B. Vairel (Praticien hospitalier) , C. Chossegros (Professeur des Universités, praticien hospitalier) , G. De Bonnecaze (Chef de clinique assistant) , F. Faure (Praticien hospitalier)","doi":"10.1016/S1292-3036(17)85582-6","DOIUrl":"10.1016/S1292-3036(17)85582-6","url":null,"abstract":"<div><p>Le tecniche di chirurgia endoscopica delle ghiandole sottomandibolari e parotidi hanno significativamente modificato la gestione delle patologie salivari ostruttive e infiammatorie croniche. L’esplorazione endoscopica dei dotti salivari, spesso sotto sedazione o anestesia locale, può consentire una diagnosi di litiasi, di stenosi duttale o altro. In queste situazioni, può essere possibile una gestione chirurgica endoscopica. Nelle sialoendoscopie interventistiche, spesso in anestesia generale, sono attuate la dilatazione delle stenosi e l’asportazione di calcoli, dopo un’eventuale frammentazione. Lo sviluppo delle tecniche chirurgiche endoscopiche salivari limita il ricorso alle parotidectomie e alle submandibulectomie in queste situazioni infiammatorie in cui la morbilità di questi gesti, in particolare nervosa, è aumentata.</p></div>","PeriodicalId":100453,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia ORL e Cervico-Facciale","volume":"21 1","pages":"Pages 1-11"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2017-10-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://sci-hub-pdf.com/10.1016/S1292-3036(17)85582-6","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"87510301","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2017-10-01DOI: 10.1016/S1292-3036(17)85576-0
A. Lasne-Cardon (Interne) , D. Blanchard (Praticien hospitalier) , E. Babin (Professeur des Universités, praticien hospitalier)
Le fistole faringee corrispondono a comunicazioni tra la cavità faringea e l’esterno che si verificano nel 50% dei casi in media dopo chirurgia di exeresi faringolaringea. I fattori di rischio, come la denutrizione, l’estensione dell’exeresi o la radioterapia neoadiuvante, sono numerosi ma molto discussi. La diagnosi è clinica. Gli esami complementari sono utilizzati principalmente per rilevare sovrainfezioni, complicanze vascolari o un’evoluzione tumorale. Il transito esofago-gastro-duodenale può essere utile per individuare una fistola incipiente prima della rialimentazione orale. Il trattamento iniziale è medico, basato sulle cure locali, e, poi, chirurgico, in caso di insuccesso. Occorre tenere conto dello stato locale e generale per fare la migliore scelta terapeutica. Misure di prevenzione devono essere utilizzate per ridurre l’incidenza delle fistole e le loro conseguenze psicologiche, estetiche ed economiche sulla prognosi e sulla qualità di vita dei pazienti.
{"title":"Gestione delle fistole orofaringee postoperatorie","authors":"A. Lasne-Cardon (Interne) , D. Blanchard (Praticien hospitalier) , E. Babin (Professeur des Universités, praticien hospitalier)","doi":"10.1016/S1292-3036(17)85576-0","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1292-3036(17)85576-0","url":null,"abstract":"<div><p>Le fistole faringee corrispondono a comunicazioni tra la cavità faringea e l’esterno che si verificano nel 50% dei casi in media dopo chirurgia di exeresi faringolaringea. I fattori di rischio, come la denutrizione, l’estensione dell’exeresi o la radioterapia neoadiuvante, sono numerosi ma molto discussi. La diagnosi è clinica. Gli esami complementari sono utilizzati principalmente per rilevare sovrainfezioni, complicanze vascolari o un’evoluzione tumorale. Il transito esofago-gastro-duodenale può essere utile per individuare una fistola incipiente prima della rialimentazione orale. Il trattamento iniziale è medico, basato sulle cure locali, e, poi, chirurgico, in caso di insuccesso. Occorre tenere conto dello stato locale e generale per fare la migliore scelta terapeutica. Misure di prevenzione devono essere utilizzate per ridurre l’incidenza delle fistole e le loro conseguenze psicologiche, estetiche ed economiche sulla prognosi e sulla qualità di vita dei pazienti.</p></div>","PeriodicalId":100453,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia ORL e Cervico-Facciale","volume":"21 1","pages":"Pages 1-9"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2017-10-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://sci-hub-pdf.com/10.1016/S1292-3036(17)85576-0","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"137006720","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2017-10-01DOI: 10.1016/S1292-3036(17)85575-9
G. Deffrennes (Ancien assistant-chef de clinique de chirurgie maxillofaciale) , J. Ferri (Professeur des Universités, praticien hospitalier, chef de service de chirurgie maxillofaciale et stomatologie) , E. Garreau (Stomatologiste, spécialiste en ODMF) , D. Deffrennes (Ancien chef de clinique-assistant de l’Assistance publique de Paris, chirurgien des hôpitaux (Hôpital Lariboisière de Paris))
Le osteotomie maxillomandibolari si definiscono come qualsiasi sezione del mascellare o mandibolare totale o parziale, destinata a spostare la parte sezionata a scopi funzionali o morfologici. Questa chirurgia richiede conoscenze anatomiche e, in particolare, dentarie. L’aspetto funzionale di questi interventi è fondamentale per la loro stabilità a lungo termine. Le loro indicazioni sono numerose, ma le loro finalità consistono nel normalizzare i rapporti maxillofacciali e occlusali. Per realizzare questa chirurgia ortognatica è necessaria un’equipe multidisciplinare, che faccia intervenire soprattutto gli ortodontisti. Questo articolo ha lo scopo di spiegare in dettaglio le varie osteotomie maxillomandibolari più frequenti. Sono state descritte molte tecniche, che non sono più utilizzate o che lo sono in via del tutto eccezionale. Esse non sono, quindi, sviluppate qui. Come per tutti gli interventi chirurgici, ma ancora di più durante queste procedure chirurgiche, la cooperazione tra il chirurgo e l’anestesista è indispensabile.
{"title":"Osteotomie maxillomandibolari: tecniche chirurgiche e indicazioni","authors":"G. Deffrennes (Ancien assistant-chef de clinique de chirurgie maxillofaciale) , J. Ferri (Professeur des Universités, praticien hospitalier, chef de service de chirurgie maxillofaciale et stomatologie) , E. Garreau (Stomatologiste, spécialiste en ODMF) , D. Deffrennes (Ancien chef de clinique-assistant de l’Assistance publique de Paris, chirurgien des hôpitaux (Hôpital Lariboisière de Paris))","doi":"10.1016/S1292-3036(17)85575-9","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1292-3036(17)85575-9","url":null,"abstract":"<div><p>Le osteotomie maxillomandibolari si definiscono come qualsiasi sezione del mascellare o mandibolare totale o parziale, destinata a spostare la parte sezionata a scopi funzionali o morfologici. Questa chirurgia richiede conoscenze anatomiche e, in particolare, dentarie. L’aspetto funzionale di questi interventi è fondamentale per la loro stabilità a lungo termine. Le loro indicazioni sono numerose, ma le loro finalità consistono nel normalizzare i rapporti maxillofacciali e occlusali. Per realizzare questa chirurgia ortognatica è necessaria un’equipe multidisciplinare, che faccia intervenire soprattutto gli ortodontisti. Questo articolo ha lo scopo di spiegare in dettaglio le varie osteotomie maxillomandibolari più frequenti. Sono state descritte molte tecniche, che non sono più utilizzate o che lo sono in via del tutto eccezionale. Esse non sono, quindi, sviluppate qui. Come per tutti gli interventi chirurgici, ma ancora di più durante queste procedure chirurgiche, la cooperazione tra il chirurgo e l’anestesista è indispensabile.</p></div>","PeriodicalId":100453,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia ORL e Cervico-Facciale","volume":"21 1","pages":"Pages 1-13"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2017-10-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://sci-hub-pdf.com/10.1016/S1292-3036(17)85575-9","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"137006890","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2017-10-01DOI: 10.1016/S1292-3036(17)85572-3
E. Truy , R. Hermann , E. Lescanne
Le tecniche di ossiculoplastica hanno lo scopo di trasmettere l’informazione acustica di natura vibratoria nel modo più efficiente possibile, dalla membrana timpanica, che sia normale o neoformata, fino ai liquidi dell’orecchio interno. Le situazioni che si possono incontrare in patologia sono molto variabili. Nonostante la codificazione degli imperativi biomeccanici ormai ben noti e la varietà di materiali a disposizione dei cofochirurghi, i risultati sono molto variabili, in gran parte condizionati dalle condizioni anatomiche e patologiche incontrate. Queste tecniche devono essere discusse con le alternative audioprotesiche.
{"title":"Ossiculoplastica","authors":"E. Truy , R. Hermann , E. Lescanne","doi":"10.1016/S1292-3036(17)85572-3","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1292-3036(17)85572-3","url":null,"abstract":"<div><p>Le tecniche di ossiculoplastica hanno lo scopo di trasmettere l’informazione acustica di natura vibratoria nel modo più efficiente possibile, dalla membrana timpanica, che sia normale o neoformata, fino ai liquidi dell’orecchio interno. Le situazioni che si possono incontrare in patologia sono molto variabili. Nonostante la codificazione degli imperativi biomeccanici ormai ben noti e la varietà di materiali a disposizione dei cofochirurghi, i risultati sono molto variabili, in gran parte condizionati dalle condizioni anatomiche e patologiche incontrate. Queste tecniche devono essere discusse con le alternative audioprotesiche.</p></div>","PeriodicalId":100453,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia ORL e Cervico-Facciale","volume":"21 1","pages":"Pages 1-9"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2017-10-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://sci-hub-pdf.com/10.1016/S1292-3036(17)85572-3","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"137007529","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2017-10-01DOI: 10.1016/S1292-3036(17)85577-2
S. Ballivet de Régloix (Oto-rhino-laryngologiste, praticien des Armées) , O. Maurin (Urgentiste, praticien des Armées) , A. Crambert (Oto-rhino-laryngologiste, praticien des Armées) , G. Bonfort (Oto-rhino-laryngologiste, praticien des Armées) , P. Clément (Oto-rhino-laryngologiste, Professeur agrégé du Val-de-Grâce) , Y. Pons (Oto-rhino-laryngologiste, praticien des Armées) , M. Kossowski (Oto-rhino-laryngologiste, Professeur agrégé du Val-de-Grâce)
La tracheotomia è una tecnica di liberazione e protezione delle vie respiratorie, che si basa sull’apertura anteriore della trachea cervicale e sul posizionamento di una cannula. Essa può essere realizzata in urgenza o nel quadro di una procedura programmata. Le tecniche percutanee sono quelle più spesso utilizzate e la tracheotomia classica chirurgica diviene una tecnica di recupero quando le precedenti sono controindicate. Una tecnica rigorosa e le cure postoperatorie prevengono le complicanze. Dopo un richiamo anatomofisiologico, sono affrontate le indicazioni della tracheotomia, le diverse tecniche, nonché le cure postoperatorie e le complicanze.
{"title":"Tracheotomia","authors":"S. Ballivet de Régloix (Oto-rhino-laryngologiste, praticien des Armées) , O. Maurin (Urgentiste, praticien des Armées) , A. Crambert (Oto-rhino-laryngologiste, praticien des Armées) , G. Bonfort (Oto-rhino-laryngologiste, praticien des Armées) , P. Clément (Oto-rhino-laryngologiste, Professeur agrégé du Val-de-Grâce) , Y. Pons (Oto-rhino-laryngologiste, praticien des Armées) , M. Kossowski (Oto-rhino-laryngologiste, Professeur agrégé du Val-de-Grâce)","doi":"10.1016/S1292-3036(17)85577-2","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1292-3036(17)85577-2","url":null,"abstract":"<div><p>La tracheotomia è una tecnica di liberazione e protezione delle vie respiratorie, che si basa sull’apertura anteriore della trachea cervicale e sul posizionamento di una cannula. Essa può essere realizzata in urgenza o nel quadro di una procedura programmata. Le tecniche percutanee sono quelle più spesso utilizzate e la tracheotomia classica chirurgica diviene una tecnica di recupero quando le precedenti sono controindicate. Una tecnica rigorosa e le cure postoperatorie prevengono le complicanze. Dopo un richiamo anatomofisiologico, sono affrontate le indicazioni della tracheotomia, le diverse tecniche, nonché le cure postoperatorie e le complicanze.</p></div>","PeriodicalId":100453,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia ORL e Cervico-Facciale","volume":"21 1","pages":"Pages 1-15"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2017-10-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://sci-hub-pdf.com/10.1016/S1292-3036(17)85577-2","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"137006891","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2016-10-01DOI: 10.1016/S1292-3036(16)78815-8
C.-A. Righini (Professeur des Universités, praticien hospitalier), E. Reyt (Professeur des Universités, praticien hospitalier)
I tumori della faccia interna della guancia, più rari rispetto alle altre localizzazioni della cavità orale, sono più frequenti nei paesi asiatici perché associati al tabacco da masticare (betel). Sono classificati in lesioni precancerose o cancerose di origine mucosa (carcinoma squamocellulare) o ghiandolare (adenocarcinoma o carcinoma adenoide cistico). Le lesioni precancerose richiedono una resezione limitata per un’analisi anatomopatologica dettagliata e i tumori diagnosticati maligni possono beneficiare di una resezione chirurgica limitata ma estesa in profondità ai muscoli della guancia. Se la resezione della guancia (giugale) resta limitata, la riparazione tissutale non è obbligatoria. Resezioni più estese richiedono una ricostruzione con lembo muscolare, muscolocutaneo, peduncolato o meno, o, altrimenti, dei lembi compositi che includono elementi ossei, specialmente in caso di resezione mandibolare. Si associa, di solito, una resezione linfonodale omolaterale dovuta alla linfofilia.
{"title":"Chirurgia della faccia interna della guancia","authors":"C.-A. Righini (Professeur des Universités, praticien hospitalier), E. Reyt (Professeur des Universités, praticien hospitalier)","doi":"10.1016/S1292-3036(16)78815-8","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1292-3036(16)78815-8","url":null,"abstract":"<div><p>I tumori della faccia interna della guancia, più rari rispetto alle altre localizzazioni della cavità orale, sono più frequenti nei paesi asiatici perché associati al tabacco da masticare (betel). Sono classificati in lesioni precancerose o cancerose di origine mucosa (carcinoma squamocellulare) o ghiandolare (adenocarcinoma o carcinoma adenoide cistico). Le lesioni precancerose richiedono una resezione limitata per un’analisi anatomopatologica dettagliata e i tumori diagnosticati maligni possono beneficiare di una resezione chirurgica limitata ma estesa in profondità ai muscoli della guancia. Se la resezione della guancia (giugale) resta limitata, la riparazione tissutale non è obbligatoria. Resezioni più estese richiedono una ricostruzione con lembo muscolare, muscolocutaneo, peduncolato o meno, o, altrimenti, dei lembi compositi che includono elementi ossei, specialmente in caso di resezione mandibolare. Si associa, di solito, una resezione linfonodale omolaterale dovuta alla linfofilia.</p></div>","PeriodicalId":100453,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia ORL e Cervico-Facciale","volume":"20 1","pages":"Pages 1-16"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2016-10-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://sci-hub-pdf.com/10.1016/S1292-3036(16)78815-8","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"92035156","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2016-10-01DOI: 10.1016/S1292-3036(16)78817-1
D. Malinvaud, O. Laccourreye, P. Bonfils
La chirurgia delle paratiroidi ha conosciuto notevoli progressi nel corso degli ultimi anni, sotto l’impulso degli esami di localizzazione delle ghiandole patologiche nel periodo preoperatorio. L’ecografia in primis e, poi, la scintigrafia con sestamibi (metossi-isobutil-isonitrile) a due fasi, la cui affidabilità si avvicina al 90% o lo supera, autorizzano, oggi, delle chirurgie mini-invasive, mirate, laddove, qualche anno fa, veniva realizzata solo una chirurgia cervicale bilaterale. Questa evoluzione nel trattamento chirurgico degli iperparatiroidismi riguardaprincipalmente l’iperparatiroidismo primario, nel quale la patologia riguarda una sola delle quattro ghiandole in più dell’85% dei casi. Questo approccio minimamente invasivo ha, dunque, come obiettivo, grazie alla valutazione preoperatoria della localizzazione, di indirizzare l’intervento chirurgico alla ghiandola colpita, senza esplorare le altre ghiandole paratiroidee. Gli indici di guarigione sono identici a quelli della chirurgia bilaterale tradizionale, con interventi talvolta realizzabili in anestesia locale, meno complicanze e un costo totale inferiore. Questo articolo descrive questa strategia chirurgica e le diverse tecniche chirurgiche utilizzate.
{"title":"Chirurgia delle paratiroidi","authors":"D. Malinvaud, O. Laccourreye, P. Bonfils","doi":"10.1016/S1292-3036(16)78817-1","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1292-3036(16)78817-1","url":null,"abstract":"<div><p>La chirurgia delle paratiroidi ha conosciuto notevoli progressi nel corso degli ultimi anni, sotto l’impulso degli esami di localizzazione delle ghiandole patologiche nel periodo preoperatorio. L’ecografia in primis e, poi, la scintigrafia con sestamibi (metossi-isobutil-isonitrile) a due fasi, la cui affidabilità si avvicina al 90% o lo supera, autorizzano, oggi, delle chirurgie mini-invasive, mirate, laddove, qualche anno fa, veniva realizzata solo una chirurgia cervicale bilaterale. Questa evoluzione nel trattamento chirurgico degli iperparatiroidismi riguardaprincipalmente l’iperparatiroidismo primario, nel quale la patologia riguarda una sola delle quattro ghiandole in più dell’85% dei casi. Questo approccio minimamente invasivo ha, dunque, come obiettivo, grazie alla valutazione preoperatoria della localizzazione, di indirizzare l’intervento chirurgico alla ghiandola colpita, senza esplorare le altre ghiandole paratiroidee. Gli indici di guarigione sono identici a quelli della chirurgia bilaterale tradizionale, con interventi talvolta realizzabili in anestesia locale, meno complicanze e un costo totale inferiore. Questo articolo descrive questa strategia chirurgica e le diverse tecniche chirurgiche utilizzate.</p></div>","PeriodicalId":100453,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia ORL e Cervico-Facciale","volume":"20 1","pages":"Pages 1-9"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2016-10-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://sci-hub-pdf.com/10.1016/S1292-3036(16)78817-1","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"92079731","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}