Pub Date : 2025-11-21DOI: 10.1016/S1639-870X(25)51133-9
N. Fakhry (Professeur des Universités-praticien hospitalier)
I tumori dello spazio parafaringeo sono rari (meno dell'1% dei tumori della testa e del collo). Hanno una varietà di eziologie, ma gli adenomi pleomorfi derivanti dalla parotide (spazio parafaringeo prestiloideo), i tumori nervosi, i paragangliomi del nervo vago e le adenopatie (spazio parafaringeo retrostiloideo) rappresentano la grande maggioranza dei casi. Questi tumori sono asintomatici per lungo tempo e quindi spesso sono molto voluminosi al momento della diagnosi. Qualsiasi massa nello spazio parafaringeo impone un bilancio di diagnostica per immagini, basato soprattutto sulla risonanza magnetica. La chirurgia in questa regione profonda, dove l'ambiente vascolonervoso è importante, deve essere discussa caso per caso, poiché può presentare difficoltà tecniche e provocare sequele funzionali significative.
{"title":"Tumori parafaringei","authors":"N. Fakhry (Professeur des Universités-praticien hospitalier)","doi":"10.1016/S1639-870X(25)51133-9","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(25)51133-9","url":null,"abstract":"<div><div>I tumori dello spazio parafaringeo sono rari (meno dell'1% dei tumori della testa e del collo). Hanno una varietà di eziologie, ma gli adenomi pleomorfi derivanti dalla parotide (spazio parafaringeo prestiloideo), i tumori nervosi, i paragangliomi del nervo vago e le adenopatie (spazio parafaringeo retrostiloideo) rappresentano la grande maggioranza dei casi. Questi tumori sono asintomatici per lungo tempo e quindi spesso sono molto voluminosi al momento della diagnosi. Qualsiasi massa nello spazio parafaringeo impone un bilancio di diagnostica per immagini, basato soprattutto sulla risonanza magnetica. La chirurgia in questa regione profonda, dove l'ambiente vascolonervoso è importante, deve essere discussa caso per caso, poiché può presentare difficoltà tecniche e provocare sequele funzionali significative.</div></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"24 4","pages":"Pages 1-13"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2025-11-21","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"145555484","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2025-11-21DOI: 10.1016/S1639-870X(25)51132-7
M. Puechmaille (Praticien hospitalier universitaire) , P. Avan (Professeur émérite des universités) , T. Mom (Professeur des universités)
Le compromissioni centrali dell'udito comprendono sia le sordità centrali dovute a lesioni cortico-sotto-corticali sia i disturbi dell'udito meno marcati, più controversi e meno noti, come le lesioni uditive del bambino rivelate da disturbi di apprendimento (auditory processing disorder), le sordità nascoste o la presbiacusia con coinvolgimento centrale. La diagnosi di questi disturbi è delicata e si basa su molteplici test, sia soggettivi che elettrofisiologici. L'interesse di tali test è duplice: l'identificazione precoce della patologia, che può essere reversibile, soprattutto nel bambino, e l'individuazione della sede della lesione. Le eziologie sono numerose e comprendono lesioni ischemiche, emorragiche, tumorali, infettive, degenerative e iatrogene. L'esplorazione oggettiva può essere aiutata dall'elettrofisiologia. Queste tecniche, che utilizzano i potenziali evocati uditivi precoci, semiprecoci e tardivi, l'auditory steady state response (ASSR) e la speech-auditory brainstem response (ABR), forniscono informazioni limitate sullo stato delle vie uditive centrali, ma possono aiutare a classificare le varie patologie in questione e in particolare a identificare i siti lesionali. La diagnostica per immagini funzionale (risonanza magnetica funzionale, magnetoencefalografia, tomografia a emissione di positroni) è promettente, ma la sua applicazione clinica è ancora limitata.
{"title":"Compromissione centrale dell'udito","authors":"M. Puechmaille (Praticien hospitalier universitaire) , P. Avan (Professeur émérite des universités) , T. Mom (Professeur des universités)","doi":"10.1016/S1639-870X(25)51132-7","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(25)51132-7","url":null,"abstract":"<div><div>Le compromissioni centrali dell'udito comprendono sia le sordità centrali dovute a lesioni cortico-sotto-corticali sia i disturbi dell'udito meno marcati, più controversi e meno noti, come le lesioni uditive del bambino rivelate da disturbi di apprendimento (<em>auditory processing disorder</em>), le sordità nascoste o la presbiacusia con coinvolgimento centrale. La diagnosi di questi disturbi è delicata e si basa su molteplici test, sia soggettivi che elettrofisiologici. L'interesse di tali test è duplice: l'identificazione precoce della patologia, che può essere reversibile, soprattutto nel bambino, e l'individuazione della sede della lesione. Le eziologie sono numerose e comprendono lesioni ischemiche, emorragiche, tumorali, infettive, degenerative e iatrogene. L'esplorazione oggettiva può essere aiutata dall'elettrofisiologia. Queste tecniche, che utilizzano i potenziali evocati uditivi precoci, semiprecoci e tardivi, l'<em>auditory steady state response</em> (ASSR) e la <em>speech</em>-<em>auditory brainstem response</em> (ABR), forniscono informazioni limitate sullo stato delle vie uditive centrali, ma possono aiutare a classificare le varie patologie in questione e in particolare a identificare i siti lesionali. La diagnostica per immagini funzionale (risonanza magnetica funzionale, magnetoencefalografia, tomografia a emissione di positroni) è promettente, ma la sua applicazione clinica è ancora limitata.</div></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"24 4","pages":"Pages 1-13"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2025-11-21","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"145555483","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2025-11-21DOI: 10.1016/S1639-870X(25)51134-0
E. Péri-Fontaa (Foniatra ORL presso l'Ospedale Universitario di Strasburgo)
La disfonia disfunzionale è un motivo frequente di visita in oto-rino-laringoiatria (ORL). Strettamente legata al comportamento di forzatura vocale, non si manifesta con una lesione organica delle corde vocali ed è causa di disturbi che non si limitano all'alterazione acustica vocale. La sua diagnosi può essere difficile da confermare per un medico che non sia esperto nel bilancio vocale come praticato dai foniatri. Tuttavia, l'identificazione medica dei fattori favorenti e/o scatenanti e l'individuazione delle caratteristiche patologiche della produzione vocale, in particolare a livello laringeo, sono due fasi importanti nell'elaborazione del progetto terapeutico, in particolare logopedico. Gli oto-rino-laringoiatri devono essere sensibilizzati alla diagnosi di disfonia disfunzionale per evitare le conseguenze di questa patologia cronica, in particolare socioprofessionali.
{"title":"Oto-rino-laringoiatria e disfonia disfunzionale","authors":"E. Péri-Fontaa (Foniatra ORL presso l'Ospedale Universitario di Strasburgo)","doi":"10.1016/S1639-870X(25)51134-0","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(25)51134-0","url":null,"abstract":"<div><div>La disfonia disfunzionale è un motivo frequente di visita in oto-rino-laringoiatria (ORL). Strettamente legata al comportamento di forzatura vocale, non si manifesta con una lesione organica delle corde vocali ed è causa di disturbi che non si limitano all'alterazione acustica vocale. La sua diagnosi può essere difficile da confermare per un medico che non sia esperto nel bilancio vocale come praticato dai foniatri. Tuttavia, l'identificazione medica dei fattori favorenti e/o scatenanti e l'individuazione delle caratteristiche patologiche della produzione vocale, in particolare a livello laringeo, sono due fasi importanti nell'elaborazione del progetto terapeutico, in particolare logopedico. Gli oto-rino-laringoiatri devono essere sensibilizzati alla diagnosi di disfonia disfunzionale per evitare le conseguenze di questa patologia cronica, in particolare socioprofessionali.</div></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"24 4","pages":"Pages 1-11"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2025-11-21","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"145555485","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2025-11-21DOI: 10.1016/S1639-870X(25)51135-2
M. Bainaud , P.-Y. Marcy , F. Carsuzaa , J. Thariat
L'osteonecrosi dei mascellari (ONM) sotto bifosfonati (BP) è secondaria all'uso di un farmaco che modifica il rimodellamento osseo. L'incidenza dell'ONM nei pazienti trattati con BP per patologia maligna varia dall'1% al 10% e dallo 0,001% allo 0,1% in caso di patologia benigna. Questo rischio è maggiore quando il farmaco viene somministrato per via endovenosa rispetto a quando viene somministrato per via orale e aumenta con la durata della somministrazione. Ciò impone di ridurre l'infiammazione e l'infezione locale mediante misure di sanificazione parodontale (detartrasi, lucidatura dentaria) prima dell'intervento chirurgico (con collutori e profilassi antibiotica). Il posizionamento di impianti dentari non è raccomandato nei pazienti sotto BP per via endovenosa nel contesto di patologie maligne. Gli impianti possono essere posizionati nei pazienti con osteoporosi trattata con BP orali, dopo una rigorosa valutazione del rischio. La gestione dei pazienti a rischio di sviluppare un'ONM da BP richiede una stretta collaborazione tra il medico che prescrive i BP e l'odontoiatra, nonché un rigoroso monitoraggio dentario prima della terapia durante e dopo.
{"title":"Osteonecrosi dei mascellari sotto bifosfonati","authors":"M. Bainaud , P.-Y. Marcy , F. Carsuzaa , J. Thariat","doi":"10.1016/S1639-870X(25)51135-2","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(25)51135-2","url":null,"abstract":"<div><div>L'osteonecrosi dei mascellari (ONM) sotto bifosfonati (BP) è secondaria all'uso di un farmaco che modifica il rimodellamento osseo. L'incidenza dell'ONM nei pazienti trattati con BP per patologia maligna varia dall'1% al 10% e dallo 0,001% allo 0,1% in caso di patologia benigna. Questo rischio è maggiore quando il farmaco viene somministrato per via endovenosa rispetto a quando viene somministrato per via orale e aumenta con la durata della somministrazione. Ciò impone di ridurre l'infiammazione e l'infezione locale mediante misure di sanificazione parodontale (detartrasi, lucidatura dentaria) prima dell'intervento chirurgico (con collutori e profilassi antibiotica). Il posizionamento di impianti dentari non è raccomandato nei pazienti sotto BP per via endovenosa nel contesto di patologie maligne. Gli impianti possono essere posizionati nei pazienti con osteoporosi trattata con BP orali, dopo una rigorosa valutazione del rischio. La gestione dei pazienti a rischio di sviluppare un'ONM da BP richiede una stretta collaborazione tra il medico che prescrive i BP e l'odontoiatra, nonché un rigoroso monitoraggio dentario prima della terapia durante e dopo.</div></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"24 4","pages":"Pages 1-12"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2025-11-21","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"145555486","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2025-08-14DOI: 10.1016/S1639-870X(25)50862-0
S. Crestani (Praticien hospitalier) , A. Lagier (Professeur associé)
La laringe, organo essenziale e multifunzionale, svolge un ruolo chiave in particolare nella respirazione, nella fonazione e nella protezione delle vie respiratorie. La sua posizione all’incrocio delle vie aerodigestive la rende una struttura complessa, dove ogni funzione contribuisce alla nostra qualità di vita. Grazie ai progressi tecnologici, è possibile visualizzare questo organo in dettaglio. Una valutazione della laringe non può essere limitata all’anatomia; è fondamentale adottare un approccio funzionale per comprendere e affrontare meglio le disfunzioni che possono verificarsi. Questo articolo descrive in dettaglio le tecnologie che ne facilitano l’esplorazione funzionale nella pratica clinica. Lo scopo di questo articolo è fornire una panoramica sufficientemente completa e pertinente per migliorare la diagnosi e il trattamento dei disturbi laringei.
{"title":"Esplorazione della laringe","authors":"S. Crestani (Praticien hospitalier) , A. Lagier (Professeur associé)","doi":"10.1016/S1639-870X(25)50862-0","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(25)50862-0","url":null,"abstract":"<div><div>La laringe, organo essenziale e multifunzionale, svolge un ruolo chiave in particolare nella respirazione, nella fonazione e nella protezione delle vie respiratorie. La sua posizione all’incrocio delle vie aerodigestive la rende una struttura complessa, dove ogni funzione contribuisce alla nostra qualità di vita. Grazie ai progressi tecnologici, è possibile visualizzare questo organo in dettaglio. Una valutazione della laringe non può essere limitata all’anatomia; è fondamentale adottare un approccio funzionale per comprendere e affrontare meglio le disfunzioni che possono verificarsi. Questo articolo descrive in dettaglio le tecnologie che ne facilitano l’esplorazione funzionale nella pratica clinica. Lo scopo di questo articolo è fornire una panoramica sufficientemente completa e pertinente per migliorare la diagnosi e il trattamento dei disturbi laringei.</div></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"24 3","pages":"Pages 1-13"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2025-08-14","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"144841039","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2025-08-14DOI: 10.1016/S1639-870X(25)50863-2
A. Moya-Plana , H. de Kermadec , E. Routier , F. Bidault , O. Casiraghi , F. Nguyen , C. Robert , S. Temam et les membres du REFCOR
I melanomi maligni cervicofacciali devono essere divisi in due gruppi distinti: i melanomi di origine cutanea e i melanomi mucosi. In effetti, queste due entità presentano grandi differenze in termini di storia naturale, epidemiologia, gestione terapeutica e prognosi. Il melanoma cutaneo è la forma predominante. La sua incidenza è in costante aumento da diversi decenni, con 17 922 nuovi casi registrati in Francia nel 2023, per 1 980 decessi. Il principale fattore di rischio è l’esposizione al sole, con le forme familiari che colpiscono solo il 10% dei pazienti. Nel 30% dei casi, la sua localizzazione è cervicofacciale. Le particolarità anatomiche di questa regione hanno un’influenza significativa sulle modalità terapeutiche e sulla prognosi di questi pazienti, che è più riservata. Benché il trattamento rimanga innanzitutto chirurgico, sono stati compiuti importanti progressi nella gestione degli stadi avanzati con lo sviluppo di terapie mirate (anti-BRAF in particolare) e dell’immunoterapia (anti-PD1). Un ruolo importate è attribuito alla prevenzione primaria e all’educazione del paziente, soprattutto in termini di protezione solare. Il melanoma mucoso, dal canto suo, è un tumore raro poiché rappresenta meno del 5% di tutti i melanomi. La sua localizzazione preferita è cervicofacciale, in particolare a livello nasosinusale. La prognosi del melanoma mucoso è riservata. Infatti, questa patologia può essere difficile da controllare localmente a causa della sua natura spesso multifocale e dei vincoli anatomici cervicofacciali, che rendono difficile eseguire un’exeresi oncologica soddisfacente. Inoltre, esiste un significativo rischio metastatico, all’origine di un’importante mortalità precoce. Il trattamento di riferimento resta la chirurgia seguita classicamente da una radioterapia adiuvante, ma il ruolo delle terapie adiuvanti come l’immunoterapia sta diventando predominante.
{"title":"Melanomi mucosi cervicofacciali","authors":"A. Moya-Plana , H. de Kermadec , E. Routier , F. Bidault , O. Casiraghi , F. Nguyen , C. Robert , S. Temam et les membres du REFCOR","doi":"10.1016/S1639-870X(25)50863-2","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(25)50863-2","url":null,"abstract":"<div><div>I melanomi maligni cervicofacciali devono essere divisi in due gruppi distinti: i melanomi di origine cutanea e i melanomi mucosi. In effetti, queste due entità presentano grandi differenze in termini di storia naturale, epidemiologia, gestione terapeutica e prognosi. Il melanoma cutaneo è la forma predominante. La sua incidenza è in costante aumento da diversi decenni, con 17 922 nuovi casi registrati in Francia nel 2023, per 1 980 decessi. Il principale fattore di rischio è l’esposizione al sole, con le forme familiari che colpiscono solo il 10% dei pazienti. Nel 30% dei casi, la sua localizzazione è cervicofacciale. Le particolarità anatomiche di questa regione hanno un’influenza significativa sulle modalità terapeutiche e sulla prognosi di questi pazienti, che è più riservata. Benché il trattamento rimanga innanzitutto chirurgico, sono stati compiuti importanti progressi nella gestione degli stadi avanzati con lo sviluppo di terapie mirate (anti-BRAF in particolare) e dell’immunoterapia (anti-PD1). Un ruolo importate è attribuito alla prevenzione primaria e all’educazione del paziente, soprattutto in termini di protezione solare. Il melanoma mucoso, dal canto suo, è un tumore raro poiché rappresenta meno del 5% di tutti i melanomi. La sua localizzazione preferita è cervicofacciale, in particolare a livello nasosinusale. La prognosi del melanoma mucoso è riservata. Infatti, questa patologia può essere difficile da controllare localmente a causa della sua natura spesso multifocale e dei vincoli anatomici cervicofacciali, che rendono difficile eseguire un’exeresi oncologica soddisfacente. Inoltre, esiste un significativo rischio metastatico, all’origine di un’importante mortalità precoce. Il trattamento di riferimento resta la chirurgia seguita classicamente da una radioterapia adiuvante, ma il ruolo delle terapie adiuvanti come l’immunoterapia sta diventando predominante.</div></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"24 3","pages":"Pages 1-9"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2025-08-14","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"144841040","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2025-08-14DOI: 10.1016/S1639-870X(25)50861-9
T. Dedieu (Docteur junior, Interne des Hôpitaux) , S. Cahen-Riehm (Praticien hospitalier) , P. Schultz (Professeur des Universités, Praticien hospitalier)
La faringe è un dotto muscolomembranoso che si estende dalla base del cranio alla base del collo e che occupa una posizione centrale tra gli spazi cervicali. È divisa in tre livelli: rinofaringe, orofaringe e laringofaringe. La vascolarizzazione arteriosa è realizzata dal sistema carotideo esterno e succlavio, mentre il drenaggio venoso è realizzato dal sistema giugulare esterno e interno. L’innervazione faringea è assicurata principalmente dal plesso faringeo che ha origine dai nervi glossofaringeo e vago e dal ganglio simpatico cervicale superiore. La faringe permette la deglutizione e la ventilazione ma è anche essenziale per il retro-olfatto, oltre che per la vita di relazione attraverso l’udito e la fonazione. Ha anche un’importante funzione immunitaria. La sua analisi morfologica è realizzata mediante tomografia computerizzata e risonanza magnetica. Spazio mucoso tormentato da numerose pliche e osti, la faringe è esaminata tramite endoscopia. Questa può essere flessibile su un paziente vigile durante una visita o rigida in anestesia generale in sala operatoria. Anatomicamente e fisiologicamente, la faringe è un organo centrale in oto-rino-laringoiatria e in chirurgia cervicofacciale. La sua precisa conoscenza anatomica è indispensabile per la pratica medica e chirurgica della nostra specialità.
{"title":"Anatomia descrittiva, radiologica ed endoscopica della faringe","authors":"T. Dedieu (Docteur junior, Interne des Hôpitaux) , S. Cahen-Riehm (Praticien hospitalier) , P. Schultz (Professeur des Universités, Praticien hospitalier)","doi":"10.1016/S1639-870X(25)50861-9","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(25)50861-9","url":null,"abstract":"<div><div>La faringe è un dotto muscolomembranoso che si estende dalla base del cranio alla base del collo e che occupa una posizione centrale tra gli spazi cervicali. È divisa in tre livelli: rinofaringe, orofaringe e laringofaringe. La vascolarizzazione arteriosa è realizzata dal sistema carotideo esterno e succlavio, mentre il drenaggio venoso è realizzato dal sistema giugulare esterno e interno. L’innervazione faringea è assicurata principalmente dal plesso faringeo che ha origine dai nervi glossofaringeo e vago e dal ganglio simpatico cervicale superiore. La faringe permette la deglutizione e la ventilazione ma è anche essenziale per il retro-olfatto, oltre che per la vita di relazione attraverso l’udito e la fonazione. Ha anche un’importante funzione immunitaria. La sua analisi morfologica è realizzata mediante tomografia computerizzata e risonanza magnetica. Spazio mucoso tormentato da numerose pliche e osti, la faringe è esaminata tramite endoscopia. Questa può essere flessibile su un paziente vigile durante una visita o rigida in anestesia generale in sala operatoria. Anatomicamente e fisiologicamente, la faringe è un organo centrale in oto-rino-laringoiatria e in chirurgia cervicofacciale. La sua precisa conoscenza anatomica è indispensabile per la pratica medica e chirurgica della nostra specialità.</div></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"24 3","pages":"Pages 1-14"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2025-08-14","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"144841038","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2025-08-14DOI: 10.1016/S1639-870X(25)50860-7
L. Alciato (Chef de clinique des Universités, assistant hospitalier) , G. Lahlou (Maître de conférence des Universités, praticien hospitalier) , F. Tankéré (Professeur des Universités, praticien hospitalier)
I tumori del nervo faciale sono tumori rari, per lo più benigni, dominati da due eziologie principali: gli schwannomi del nervo faciale e gli emangiomi del nervo faciale. Le modalità più frequenti di rivelazione di questi tumori sono un coinvolgimento della motricità facciale e segni cocleovestibolari. La risonanza magnetica e la TC sono indispensabili per porre la diagnosi, per precisare l’estensione della lesione, per escludere le altre eziologie e per definire la via d’accesso di un eventuale intervento chirurgico. Le sfide principali nella gestione dei tumori del nervo faciale sono la conservazione o la riabilitazione della funzione facciale integrando la problematica uditiva. A seconda dello stato della motricità facciale e dell’udito, della localizzazione del tumore, della sua evolutività e infine dell’età e dei desideri del paziente, il trattamento può essere chirurgico (exeresi totale o parziale), può richiedere la radioterapia stereotassica o può basarsi su un semplice monitoraggio.
{"title":"Tumori del nervo faciale","authors":"L. Alciato (Chef de clinique des Universités, assistant hospitalier) , G. Lahlou (Maître de conférence des Universités, praticien hospitalier) , F. Tankéré (Professeur des Universités, praticien hospitalier)","doi":"10.1016/S1639-870X(25)50860-7","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(25)50860-7","url":null,"abstract":"<div><div>I tumori del nervo faciale sono tumori rari, per lo più benigni, dominati da due eziologie principali: gli schwannomi del nervo faciale e gli emangiomi del nervo faciale. Le modalità più frequenti di rivelazione di questi tumori sono un coinvolgimento della motricità facciale e segni cocleovestibolari. La risonanza magnetica e la TC sono indispensabili per porre la diagnosi, per precisare l’estensione della lesione, per escludere le altre eziologie e per definire la via d’accesso di un eventuale intervento chirurgico. Le sfide principali nella gestione dei tumori del nervo faciale sono la conservazione o la riabilitazione della funzione facciale integrando la problematica uditiva. A seconda dello stato della motricità facciale e dell’udito, della localizzazione del tumore, della sua evolutività e infine dell’età e dei desideri del paziente, il trattamento può essere chirurgico (exeresi totale o parziale), può richiedere la radioterapia stereotassica o può basarsi su un semplice monitoraggio.</div></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"24 3","pages":"Pages 1-13"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2025-08-14","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"144841142","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2025-06-01DOI: 10.1016/S1639-870X(25)50406-3
C. Guigou , A. Bozorg Grayeli
Le sordità neurosensoriali fluttuanti sono un’entità nosologica meno nota e studiata rispetto alla perdita improvvisa dell’udito. Questo articolo si propone di evidenziare le diverse eziologie delle sordità neurosensoriali fluttuanti nella popolazione adulta e pediatrica, nonché la loro gestione.
{"title":"Sordità neurosensoriali fluttuanti","authors":"C. Guigou , A. Bozorg Grayeli","doi":"10.1016/S1639-870X(25)50406-3","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(25)50406-3","url":null,"abstract":"<div><div>Le sordità neurosensoriali fluttuanti sono un’entità nosologica meno nota e studiata rispetto alla perdita improvvisa dell’udito. Questo articolo si propone di evidenziare le diverse eziologie delle sordità neurosensoriali fluttuanti nella popolazione adulta e pediatrica, nonché la loro gestione.</div></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"24 2","pages":"Pages 1-7"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2025-06-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"144194950","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Pub Date : 2025-06-01DOI: 10.1016/S1639-870X(25)50405-1
T. Laude , C. Page (Professeur des Universités, praticien hospitalier)
L’orecchio esterno è costituito dal padiglione auricolare e dal meato acustico esterno. La morfologia del padiglione auricolare varia notevolmente da un individuo all’altro (o addirittura da un padiglione all’altro nello stesso individuo), tanto che il padiglione auricolare e le sue diverse caratteristiche costituzionali potrebbero rappresentare uno strumento di identificazione paragonabile ai dermatoglifi. L’aspetto del padiglione auricolare riveste una grande importanza estetica e da qui l’esistenza di numerose tecniche di chirurgia riparatrice e/o estetica volte a correggere le sue malformazioni e alcune sue varianti anatomiche. Dal punto di vista fisiologico, l’orecchio esterno svolge un ruolo nella localizzazione, nell’amplificazione (per alcune frequenze) e nella trasmissione delle onde sonore meccaniche all’orecchio medio. Ciò è particolarmente importante per molte specie del regno animale, siano esse predatori o prede. Spesso si ritiene che il ruolo fisiologico dell’orecchio esterno nell’essere umano sia di scarsa (o addirittura inesistente) importanza, ma probabilmente è sbagliato.
{"title":"Anatomia e fisiologia dell’orecchio esterno","authors":"T. Laude , C. Page (Professeur des Universités, praticien hospitalier)","doi":"10.1016/S1639-870X(25)50405-1","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(25)50405-1","url":null,"abstract":"<div><div>L’orecchio esterno è costituito dal padiglione auricolare e dal meato acustico esterno. La morfologia del padiglione auricolare varia notevolmente da un individuo all’altro (o addirittura da un padiglione all’altro nello stesso individuo), tanto che il padiglione auricolare e le sue diverse caratteristiche costituzionali potrebbero rappresentare uno strumento di identificazione paragonabile ai dermatoglifi. L’aspetto del padiglione auricolare riveste una grande importanza estetica e da qui l’esistenza di numerose tecniche di chirurgia riparatrice e/o estetica volte a correggere le sue malformazioni e alcune sue varianti anatomiche. Dal punto di vista fisiologico, l’orecchio esterno svolge un ruolo nella localizzazione, nell’amplificazione (per alcune frequenze) e nella trasmissione delle onde sonore meccaniche all’orecchio medio. Ciò è particolarmente importante per molte specie del regno animale, siano esse predatori o prede. Spesso si ritiene che il ruolo fisiologico dell’orecchio esterno nell’essere umano sia di scarsa (o addirittura inesistente) importanza, ma probabilmente è sbagliato.</div></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"24 2","pages":"Pages 1-14"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2025-06-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"144195934","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}